15 Settembre 2020

Non ignoriamo i segnali della prostatite

di Vincenzo Mirone

La prostatite è una malattia “giovane” – colpisce gli uomini dai 18 ai 45 anni – ma molto spesso viene ignorata. Innanzitutto spesso non viene cercata quella che è la vera matrice della prostatite, che quasi sempre deriva da una malattia sessualmente trasmissibile. Per questo motivo non bisogna solo intercettare il maschio che presenta questa patologia, ma anche i partner coinvolti, e trattarli con una terapia adeguata.

Parlare di prostatite può sembrare banale: molti pensano si tratti solo di una piccola infiammazione alla prostata che colpisce gli uomini con uno stile di vita “sregolato” (sedentarietà, alimentazione scorretta, ecc), ma non è così. Le prostatiti possono nel tempo possono evolvere in un fenomeno cronico per poi sfociare eventualmente nel carcinoma della prostata.

Prostatiti, stile di vita e infiammazione, insieme alla familiarità, sono quel coacervo di elementi che poi determinano un carcinoma della prostata. Detto questo bisogna anche precisare che oggi abbiamo delle armi formidabili, per cui possiamo curare molto meglio le prostatiti rispetto al passato.

Per ultimo, le prostatiti non hanno alcun rapporto con la sessualità, come molti giovani pensano. Possono però portare a fenomeni di eiaculazione precoce, i quali a loro volta però determinano una qualità della vita sessuale non soddisfacente. Anche qui dobbiamo essere molto decisivi nella terapia: curarle bene e curarle in maniera radicale, in modo da eliminare le componenti infettive infiammatorie.

Per tutti questi motivi, anche sulle prostatiti bisogna aprire un osservatorio più attento di come venga fatto oggi.