10 Dicembre 2020

Le terapie chirurgiche per l’ipertrofia prostatica benigna

L’ipertrofia prostatica benigna è un disturbo molto comune nella popolazione maschile ed è collegato principalmente all’invecchiamento. Non bisogna far scandalo quando si parla di invecchiamento facendo riferimento a persone che hanno 50 anni perché in medicina, l’invecchiamento non è esattamente la caduta verso uno stato decrepito del soggetto ma è un processo progressivo che somma anni ed eventi che possono portare modificazioni strutturali all’interno del nostro corpo.
Dopo i cinquant’anni la prostata prende volume e comincia a dare disturbi sullo svuotamento della vescica.
È una patologia che colpisce solo i maschi, essendo la prostata un organo prettamente maschile che presiede all’eiaculazione e partecipa al fenomeno della riproduzione.
Quando questa ghiandola si ingrandisce, lo svuotamento della vescica può venire compromesso. Da prima in via lieve e quindi il paziente lamenta semplici disturbi urinari, quando invece la situazione diventa più importante, dove i farmaci non riescono più a gestirla, è necessario far ricorso a tecniche chirurgiche che oggi sono quasi tutte per via transuretrale (quindi per via naturale) evitando tagli non necessari che permettono di liberare il passaggio delle urine, sollevare i sintomi e rendere il paziente indipendente rispetto ai farmaci.

Ne parliamo con il Dott. Luca Ciondolo, responsabile del reparto di Urologia presso la Clinica Villa Stuart di Roma

ARGOMENTI TRATTATI