24 Novembre 2020

Così proteggiamo i pazienti dal Covid

Di Giuseppe Mario Ludovico

Nelle fasi iniziali della pandemia abbiamo osservato una vera e propria fuga dagli ospedali per paura di contagio del virus. I pazienti hanno disdetto visite già prenotate e hanno rimandato controlli, allo scopo di evitare luoghi potenzialmente fonte di diffusione.
Con il protrarsi del ritardo delle possibilità di diagnosi precoce della malattia nelle visite di controllo, appare concreta la possibilità di un forte aumento nei prossimi mesi di nuove diagnosi di cancro in stadi più avanzati, e di ritardo conseguente nell’inizio di terapie efficaci.
Appare fondamentale, per evitare questo rischio, potenziare l’assistenza domiciliare e territoriale, adottare terapie “long acting” che consentano di ridurre il numero delle vite, e soprattutto creare dei percorsi in ospedale che garantiscano la sicurezza dei pazienti e degli operatori. Soprattutto in questo periodo di ripresa della pandemia appare fondamentale rassicurare i pazienti sulla sicurezza degli ospedali.
Ormai da tempo gli accessi sono controllati con la rilevazione della temperatura, consentiti solo agli interessati, con un solo accompagnatore solo per i pazienti non autosufficienti, e ovviamente tutti dotati di mascherina.