24 Febbraio 2021

Cancro della prostata e Covid-19. Crollano le diagnosi e salta l’aderenza terapeutica

I danni collaterali prodotti dal Covid-19 stanno emergendo drammaticamente su una patologia come il cancro della prostata. Si rilevano numeri preoccupanti non solo sugli screening di prevenzione, ma anche su diagnosi, trattamenti e follow up di quello che è il più diffuso e frequente tumore tra la popolazione maschile italiana.

Quali strumenti sono a disposizione di urologi e oncologi per sostenere l’aderenza terapeutica? Esistono farmaci in grado di venire incontro a quei pazienti che non vogliono andare in ospedale perché spaventati dal contagio? Come la pandemia ha complicato l’assistenza di persone spesso anziane e con comorbidità? La Telemedicina è già una risorsa?

Impegnata da sempre sul fronte della prevenzione del carcinoma prostatico, con campagne di awareness promosse per i pazienti e sondaggi tra i clinici, Fondazione PRO risponde su diagnosi e cure del carcinoma prostatico in tempo di Covid-19, nel corso di una conferenza stampa virtuale. Partecipano all’evento: Vicenzo Mirone (Presidente Nazionale di Fondazione PRO), Giuseppe Procopio (Responsabile Oncologia Medica genitourinaria della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano) e Ciro Poziello, paziente testimonial di Fondazione PRO.

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